lunedì 5 agosto 2013

RICETTIVITÀ TURISTICA E PORTALI WEB: UNA DELLE TANTE CRISI CONIUGALI DEI NOSTRI TEMPI (Parte prima)

SU INTERNET, I SITI WEB DELLE NOSTRE STRUTTURE RICETTIVE NON RISPONDONO PIU' AI CRITERI DI UTILITA' DI UNA VOLTA. IL PROBLEMA DIPENDE DALLA SCHIACCIANTE CONCORRENZA DEI PORTALI e DELLE OLTA, OPPURE AL MANCATO AGGIORNAMENTO NEL NOSTRO STILE DI COMUNICAZIONE?   (parte prima)

Sembra che mai come in questo periodo si parli dei problemi che comporta l'ineludibile rapporto tra internet (booking.com; tripadvisor; trivago; expedia; etc...) e strutture ricettive: proprio come il matrimonio, questo genere di relazione accusa una crisi epocale. 

In tutta la rete, attualmente, grazie alla capacità d'indicizzazione e alla possibilità d'investire nella visibilità, i grandi portali sulla rete creano un cono d'ombra a quelle entità ricettive che preferirebbero comunicare  direttamente con i loro clienti finali. 

Sì, si dirà,  è la legge del mercato, e molte strutture trovano, in questo sistema, i loro benefici. Invece, noi di MoByTheWay da tempo ribadiamo che si tratta di una vecchia storia e cerchiamo di spiegarvi il perché.

Una volta, i tour operator rivendevano solo strutture alberghiere standard e di una certa dimensione; oggi, dal mega-complesso al piccolo B&B, tutto viene inter-mediato  Una volta, si aveva a che fare con una persona fisica, che effettuava un check della struttura prima di inserirla nel catalogo dell'agenzia; oggi, con la rete, si fa tutto davanti a uno schermo.

Ma internet è pieno di notizie sul difficile rapporto tra rete, portali e  strutture ricettive. Basta inserire la parola OLTA nella ricerca per avere una panoramica, clicca qui. I giornali riportano elenchi di truffe su offerte di vacanza praticate attraverso internet clicca qui.  Radio 24 ha dedicato una puntata sulle false referenze riportate su Tripadvisor "dal 38 minuto": "eclatante il caso riguardante un ristorante recensito molte volte, primo nella lista, ma inesistente!" 

Ma perché sembra una storia già sentita? Facciamo riferimento a esperienze vissute prima dell'avvento di internet, nell'era del FAX. Erano gli anni 80, e già a quei tempi operavamo nel settore turistico: negli incontri di associazioni di categoria già si parlava del difficile rapporto tra agenzie di viaggio e albergatori. Le frasi di oggi, come "Riprendiamoci le chiavi del nostro albergo!", si usavano anche allora, così come anche allora apparivano proibitive le percentuali di commissione. Il problema della frammentazione dell'occupancy si poneva, né più né meno, come adesso.

E, anche all'epoca, il MERCATO, con le sue regole di visibilità, domanda e offerta, concorrenza, era invocato come arbitro imparziale, a decidere delle capacità degli operatori del settore turistico e della sopravvivenza delle loro strutture. 

E così, spesso, tour operator e agenzie fallivano. 
Alcuni albergatori, in over-booking, magari non riuscivano a garantire il servizio promesso. 
E l'unica difesa possibile dall'esosità delle commissioni sembrava quella di raccomandare al cliente di chiamare direttamente per prenotare il prossimo soggiorno.  

All'inizio degli anni 90, gli albergatori più creativi hanno cominciato a costituirsi come tour operator in proprio, mentre i tour operator hanno cominciato ad acquistare strutture ricettive da spingere nel mercato turistico. 

Ai giorni nostri, siamo in una fase simile, in cui gestori di attività ricettive cominciano a soffrire il gioco di forza imposto dai grandi operatori turistici sulla rete, con richieste di percentuali troppo alte, che pesano sulle finanze dell'azienda. E, talvolta, imprenditori turistici ancora sprovveduti sono disposti a corrispondere queste cifre esose, pur di avere una presunta visibilità che li consenta di galleggiare sul MERCATO! E questo fenomeno, purtroppo, incoraggia una politica al rialzo delle richieste dell'intermediario in rete. Una dinamica del genere potrebbe giungere presto al suo punto critico, generando una frattura nella collaborazione tra i vari attori del grande circo turistico.

Come in tutta la società odierna, anche nel settore del turismo la comunicazione è troppo spesso asservita agli interessi delle grandi aziende, a scapito delle piccole: le ricerche statistiche sono commissionate, giocoforza, solo dai grandi portali, che interpretano poi i dati rilevati a loro uso e consumo; e le tendenze sono dettate dai colossi turistici che spacciano le proprie convenienze come altrettanti dogmi dell'economia. 

Però, non possiamo attribuire la colpa solo a queste grandi organizzazioni private; dobbiamo assumerci le nostre responsabilità tanto nel campo della qualità del servizio turistico che offriamo ai nostri clienti, quanto nel contenuto e nella forma della comunicazione al pubblico, quindi a partire dal nostro sito web.

Per noi di MoByTheWay il sito web di una struttura turistica, nella rete di domani, lo immaginiamo come un contenitore unico di informazioni, per il semplice motivo, che nessuno più di voi conosce il territorio in cui vive e che quindi racconterà in base al soggiorno proposto. Cosa che un portale generalista non potrà mai fare! E qui ci fermiamo per non anticipare troppo.  (vai alla Parte seconda)

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